Tra i boscosi monti Sabini, alle pendici del monte Lacerone, si scorge il piccolo paese di Greccio che si apre sulla vasta pianura di Rieti.
Il suo aspetto ha tutte le caratteristiche di un castrum medioevale con case serrate tra loro e raccolte intorno ad una piazza con fontana centrale.
Verso l' XI sec., l'Abbazia di Farfa, che aveva numerosi possedimenti nella Sabina, iniziò l'incastellamento del castrum di Grecce o Grezze che, per la vicinanza con Rieti, seguì le vicende storico-politiche della città. Durante il papato avignonese Greccio, paese guelfo e in posizione strategica tra il Regno di Napoli e lo Stato Pontificio, fu luogo di violente lotte tra guelfi e ghibellini.
Fu ancora centro di scontri per la questione del prosciugamento della valle reatina, occupata in massima parte dalle acque del Lacus Velinus storico.
Il saccheggio delle truppe francesi, nel 1799, rese necessario il restauro della Collegiata di S. Michele Arcangelo. Alla chiesa si giunge attraverso una scenografica scalinata; la collegiata è posta al centro del paese è caratterizzata da un campanile, che un tempo costituiva la Torre del Castello del Velita. All'interno della chiesa, nella zona absidale, si notano: L'Ultima cena e La discesa dello Spirito Santo. Degna di una visita è anche la Chiesa della Madonna del Giglio, ricca di stucchi e di decorazioni.
Il piccolo paese, oggi scarsamente popolato, ha trasferito le sue attività principali e le sue funzioni amministrative nella vicina frazione di Limiti di Greccio posta lungo la strada che collega Rieti a Terni.